Brunello: il visionario garbato - di Giuseppe Tornatore
Sono stata a vedere Brunello: il visionario garbato e mi sono commossa.
Questa è la prima cosa che posso dire.
La vita di Brunello Cucinelli sarebbe potuta essere una vita anonima (seppur felice), ma lui è riuscito a renderla straordinaria ed incredibile conservandone l’autenticità e la gioia genuina che ad essa si accompagna.
Non c’è un momento nel documentario in cui quest’uomo così elegante e distinto abbia la tentazione di rabbuiarsi. Mai. Il sorriso è proprio la costante della sua vita, umana e professionale.
Il commento che più volte mi sono ritrovata a fare tra me e me scuotendo la testa durante la visione del film è stato “Incredibile”.
Incredibile perché tocchi con mano quello che spesso ci viene consigliato da più parti, ovvero che la vita funziona sulla base di come la guardi e di come tu per primo interpreti quello che fai (o che non fai).
Brunello Cucinelli passa i suoi primi 25 anni senza far niente, apparentemente. I primi anni sono dedicati a scuola e famiglia (con estremi sacrifici che tuttavia vengono percepiti sin da allora come un modo per gioire e non per lamentarsi); gli anni della giovinezza Brunello li passa al bar, a giocare a carte. Uno sguardo superficiale tenderebbe a dire “bella vita!”. Uno sguardo meno distratto invece vede un ragazzo estremamente curioso che nel gioco a scopa usa la matematica per vincere ed il suo spirito di osservazione per guardare dentro alle persone, per non restare lui per primo in superficie. Legge molto, studia filosofia, è affascinato da tutto ciò che non conosce, non spaventato.
Poi conosce la ragazza che sarebbe diventata sua moglie e nel documentario si dice (erroneamente, a mio avviso) che è a quel punto che lui mette la testa a posto. No, lui la testa a posto ce l’aveva già. Sua moglie è stata sicuramente l’amore della sua vita, ma è stata anche (e soprattutto, direi) una sorta di grimaldello che gli ha ricordato che poteva creare qualcosa di nuovo nella moda che lo aiutasse a (ri)trovare la bellezza nelle cose.
Quella bellezza che Brunello ha imparato a cercare nei solchi che tracciava con suo padre arando la terra. ‘Stai attento a lasciarli dritti’, gli diceva, ‘perché i solchi dritti sono belli’.
Da lì parte tutto nella vita di Brunello Cucinelli. La bellezza ovunque, destinata a tutti. Il capitalismo umanistico non come utopia, ma come realtà incredibilmente tangibile.
Che dire, si trattava di un evento destinato ai cinema per soli tre giorni, dunque ci sta che non l’abbiate visto. Non appena lo mettono sulle piattaforme, guardatelo subito perché vi regalerà una lezione di vita bella.
Locandina ufficiale del documentario Brunello: il visionario garbato, screenshot dal sito ufficiale di Brunello Cucinelli (www.brunellocucinelli.com)



