Marty Supreme
2026-02-06
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2026-01-02
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Hamnet - di Chloe Zhao

Un film che ricorderò, ma che non credo rivedrò: troppo emotivamente impegnativo.

La prima cosa che cattura lo sguardo è la natura che, grazie ad una fotografia capace di risaltarne la maestosità, fa da padrona. Quando tutto va bene i colori predominanti sono quelli della terra rigogliosa, cioè il verde e il rosso. Quando tutto intorno e dentro si ingrigisce, la natura mostra tutta la sua freddezza.
L’altro elemento che rapisce completamente è l’interpretazione di Jessie Buckley nella parte di Agnes Shakespeare: ha un’espressività prepotente, capace di trasmettere un carico emotivo enorme.
La terza cosa che mi ha colpito, e se vogliamo ancora più delle altre due, è la scenografia - insieme alla fotografia - nelle scene finali. Intanto non avevo proprio idea del fatto che il primo teatro si guardasse in piedi… Poi mi ha proprio rapita emotivamente il fatto di seguire la trasformazione degli sguardi, delle emozioni e dei gesti di Agnes mentre assiste alla rappresentazione dell’Hamlet: lei è in mezzo a tutta quella gente, ma nemmeno per un attimo la sua attenzione si sposta verso qualcosa che non sia un dettaglio o un richiamo a suo figlio (ed a suo marito). All’inizio la sua postura è rigida, rabbiosa, poi pian piano si fa più morbida, per diventare dopo più accogliente, quando addirittura rimane riversa in avanti, quasi incantata, pronta a lasciarsi andare alle emozioni che la travolgono.
Bellissima l’interpretazione di Hamnet Shakespeare bambino e molto molto tenera e toccante la scena cruciale con sua sorella Judith, davvero un capolavoro di scrittura.
Lascio per ultimo, non in ordine di importanza, un cenno al mio amatissimo Paul Mescal: sono andata a vedere questo film non per le nomination agli Oscar ma solo grazie a lui. Ancora una volta non mi ha delusa, ma paradossalmente il film nella sua interezza è così ben fatto che gli ha tolto la scena.

Morale: se questo film non vince almeno uno degli 8 Oscar per i quali è nominato, non so davvero a cosa servano gli Oscar.

– What did you see the first time you met me? – A landscape

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