La mattina scrivo - À Pied d’oeuvre _ di Valérie Donzelli
Come tutti i film francesi è un film schietto e delicato allo stesso tempo.
Il faro è puntato sempre sul protagonista, attorno al quale si snoda -sempre però di passaggio- tutta una serie di altri personaggi che fanno da sfondo a quello che poi diventerà il suo quarto romanzo.
La storia è tanto banale quanto toccante: Paul fa il fotografo, una professione che gli permette di guadagnare bene e vivere altrettanto. Ha una moglie e due figli. Ad un certo punto decide di dare un taglio alla sua vita professionale precedente e di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno perchè quella è la sua passione nonostante tutto: ha già scritto tre romanzi, che pur avendo fatto di lui uno scrittore, non ne hanno fatto un uomo che può regalare stabilità alla propria vita ed alla vita dei propri cari.
Quello che colpisce di quest’uomo è la dignità nella resilienza, nel nome di una passione -la scrittura- che comunque gli sta togliendo tutto.
Molto molto emozionante il momento in cui suo figlio gli dice di aver letto il suo romanzo e così facendo consente a suo papà di sentirsi finalmente compreso e (ri)accolto, come uomo, prima ancora che come padre.
Forse in qualche punto il film è un po’ lento, però di una lentezza capace perfettamente di mostrare come il mostro della povertà diventi incombente quando le cose tardano a riequilibrarsi ed ad andar bene.
Come sempre consiglio di vederlo in lingua originale, questa volta in francese.



