Intermezzo - Sally Rooney
I romanzi di Sally Rooney hanno tutti una nota comune: le protagoniste femminili sono estremamente intelligenti, forti nella consapevolezza della loro fragilità, ma soprattutto infinitamente dignitose.
Quest'ultima è la caratteristica che più mi affascina dei personaggi femminili raccontati da questa scrittrice superba: la dignità. Una dignità che porta queste donne a dire o fare sempre quella cosa che sulla base della migliore delle teorie rappresenta la cosa giusta, ma che tutte le volte si rivela il preludio di una sofferenza talmente grande e profonda che mai viene compensata dalla lucidità che l’ha partorita.
Questa tipologia di donna si contrappone -o dovrei dire, si affianca- a degli uomini altrettanto brillanti ma spesso (anche se non sempre) meno capaci o meno pronti a cogliere la differenza tra quello che la donna dice e quello che invece lei vuole.
In Intermezzo sono tutti protagonisti: i due fratelli vivono, ognuno a proprio modo, un lutto molto grave che tira fuori un dolore così forte da rendere difficile continuare a vivere reprimendolo; le donne che stanno loro accanto vivono i propri drammi personali con una forza diversa, quasi più leggera, tanto sembrano, al contrario, abituate a portare fardelli pesanti ed a farlo da sole, per dignità e per quell’abitudine a far da sole che la dignità porta con sé.
Insomma, anche in questo romanzo troviamo un intreccio di personalità ben delineate che portano il lettore (o la lettrice) a sentire la pena nel profondo e a fare il tifo per un buon senso che non è certo quello della morale comune, bensì quello della ricerca di una pace interiore, qualunque essa sia.
Leggere per credere.
“Anche immaginare è vita: la vita che è solo immaginata.”



